Buon 2021 a tutti

Buongiorno lettori, buon anno a tutti. Il 2020 è stato schifoso un po’ per tutti, speriamo che il 2021 riservi qualche gioia in più. Sono qui oggi, oltre che per farvi gli auguri, anche per aggiornarvi sulla situazione di Mangaland. Quando scocca la mezzanotte e una nuova annata comincia il suo corso, è naturale fare bilanci e progetti per il futuro in arrivo. Personalmente, tre giorni fa mi sono decisa su alcune cose che avevo in sospeso da troppo tempo e che voglio ora portare a conclusione rapidamente, e tra queste ci sono anche dei progetti manga. Ecco dunque le novità:

  1. Scholar Who Walks the Night viene interrotto. La scanlation inglese non prosegue da un anno, ormai, e anche il gruppo è molto poco attivo (come noi, lol).
  2. The Pale Horse viene interrotto. Precedentemente l’avevo inserito tra i progetti in pausa nella speranza di riprenderlo prima o poi, ma non credo che accadrà, quindi non ha senso tenerlo lì in bilico. Aggiornando la pagina ho tra l’altro scoperto che a ottobre la serie è terminata dopo 10 anni, arrivando a quota 283 capitoli + l’epilogo (ma sappiamo che sono molti di più grazie a bonus e divisioni in parte 1, parte 2, ecc.).
  3. Da qualcosa come 8 anni sto traducendo Ranshi no Kuni no Alice (Alice in Astigmatismland) a periodi alterni. Un mio obiettivo del 2021 è pubblicare finalmente tutti i 12 capitoli. Incrociamo le dita di mani e piedi.
  4. Alice sarà al 99% l’ultimo progetto sul quale lavorerò prima di andare definitivamente in pensione come scanlator. Avevo in animo un altro paio di serie – Tokyo Mew Mew Au Lait e Corrector Yui di Kia Asamiya – ma non le farò. Il tempo si riduce, gli interessi cambiano, ed è ormai ora di voltare pagina.
  5. Il Pretty Cure Project continuerà.

Questo non è un addio, solo un arrivederci al prossimo aggiornamento.

Hagyu hagyu

Sembra che maggio sia un buon mese per seguire Mangaland! Oggi sulle nostre pagine arrivano i primi due capitoli di Hugtto! Pretty Cure, quindicesima serie del noto franchise (ormai che ve lo dico a fare), e le Dream Story allegate all’edizione speciale dei due volumi dei quali si compone. Così come arriva, finisce subito tra i progetti in pausa insieme a Pretty Cure, Pretty Cure Max Heart e Go! Princess Pretty Cure, in attesa che compaiano online le scan dei capitoli che non abbiamo. Magari in un futuro potrei aprire una colletta per acquistarli direttamente noi, ma sto ancora valutando; nel caso, sarete informati.

Ho voluto pubblicare prima questa serie per toglierla di mezzo; adesso tornerò indietro di un passo per dedicarmi a Kirakira Pretty Cure À La Mode, che invece è completa. Spero di sentirvi presto!

#9AnniConMANGALAND

Buongiorno a tutti, lettori, come state? Noi siamo entrambe in formissima.

L’ultima volta che ho pubblicato qualcosa era lo scorso giugno. Nel frattempo è stata ChoHyeri a portare avanti il sito, mentre io ho trascorso il mio tempo in panciolle e in altre faccende affaccendata, visto che di capitoli in inglese di Scholar Who Walks the Night neanche l’ombra (l’avranno droppato? Chissà). Durante la mia lunga pausa ho passato ben poco tempo tra i manga. Ho revisionato la traduzione dei primi 3 capitoli di una serie da 12 che riposa nell’hard disc da quando è uscita… 8 anni fa. Volevo andare avanti, ma ho fatto ben pochi progressi. Un giorno però vedrà la luce (e a quel punto chiuderò il sito, ah ah!).

Comunque, oggi è il 4 maggio. Il che significa che è il compleanno di Mangaland. 9 anni insieme tra alti e bassi. Il che significa *rullo di tamburi*… una nuova uscita! Penso che ormai la nostra passione per gli shoujo sia nota, soprattutto se majokko. Soprattutto se hanno fatto l’anime nel periodo della nostra adolescenza, mezza vita fa. Soprattutto se dopo 16 anni il manga in questione subisce un bel reboot. Non sto a girarci intorno ancora, tanto dall’immagine che accompagna questo articolo si è già capito che parlo di Tokyo Mew Mew, e più precisamente dei due nuovi capitoli che Mia Ikumi ha firmato a inizio 2020 riprendendo in mano carta e matita dopo anni di inattività (un po’ come noi).

Torneremo dopo oggi? Certamente sì. Quando? Difficile dirlo. Potrei anche sparire e riapparire tra 12 mesi. Oppure no. Solo il tempo ce lo dirà. Nel frattempo, statemi bene!

Il tè dei ricordi

Trovo manga interessanti, che poi magari decido di fare, nei momenti e nei luoghi più impensati. Sembra esserci un modello di comportamento annuale… Sono curiosa di vedere se si ripeterà anche l’anno prossimo.

Caso 1: il 16 aprile 2017, iniziando a tradurre il capitolo 8 di 180cm Otomechica, noto che sulla prima pagina viene pubblicizzato il PV (video promozionale) della serie e decido di andare su YouTube a guardarlo. Trovandovi nuove immagini, mi dirigo sul Twitter dell’autrice per provare a recuperarle e vedo, tra i vari manga altrui che ritwitta, The Liar Prince and His Fake Girlfriend di Rin Miasa, ma i giudizi sono negativi: decido allora di provare a vedere come sia l’ultimo manga realizzato dalla Miasa, My Bittersweet Crush, e mi sembra molto carino, oltre che breve (non so perché credessi fossero 3 volumi quando invece sono 7) e con le raw reperibili. Nel giro di poco apprendo però che lo sta già facendo un altro gruppo e, anche se un po’ sconsolata, mi metto il cuore in pace e penso che, be’, vorrà dire che per una volta farò la lettrice.

Caso 2: il 23 luglio 2018 vado sul sito della Kodansha per vedere se, dalle anteprime degli ebook, riesco a tirare fuori qualche altro capitolo di Pretty Cure (una qualunque delle serie). La ricerca è infruttuosa, ma tra gli altri manga ne noto uno dalla graziosa copertina, Kimi to saigo no hatsukoi o, che, indagando sulla trama, sembra trattare argomenti seri pur con dei preadolescenti come protagonisti. Recupero subito le raw dei tre volumi e incrocio le dita affinché non mi deluda.

Caso 3: il 16 agosto 2019 mi domando come se la stia passando Natsumi Ando, memore del bellissimo Essere connessi (recuperatelo tra i nostri oneshot se ancora non l’avete fatto), e se stia ancora lavorando. Oltre ad apprendere con piacere che è al lavoro da quattro anni sulla terza serie più lunga della sua carriera -che sembra anche promettente-, vedo che prima ha realizzato le due storie brevi Tea With Memory e mi dico “perché no?”. Mi intasco le raw screenshottandole da un reader online e sono pronta.

Oggi è il turno di Tea With Memory. Penso di aver già detto che Natsumi Ando sia una delle poche (se non l’unica) delle artiste della mia adolescenza che stia proseguendo con la sua carriera di mangaka, e la cosa mi rende contenta anche per la direzione che ha preso: storie più impegnative e adulte indirizzate a un pubblico di giovani donne (o meglio, la rivista lo è, perché l’arte non ha genere né età), vedasi la sua ultima opera e il sempre amato Essere connessi. A quest’ultimo si aggiunge ora Tea With Memory, con due storie semplici su persone qualunque e il loro approccio alla vita, le difficoltà e le cicatrici, il tutto accompagnato da una buona tazza di tè. È da un paio di anni che mi sono appassionata all’argomento e alcuni tè non li avevo neanche sentiti nominare, ma mi sto documentando e vorrei provare tanti tipi di tè diversi, e buoni: parafrasando Lessing, la vita è troppo breve per bere tè cattivo. Tea With Memory entra di diritto tra i miei preferiti: non mi dispiacerebbe se la Ando arricchisse la serie in futuro con altri episodi auto-conclusivi tra un manga e l’altro.

Per tradurlo, non essendoci l’indicazione della lettura degli ideogrammi, ho usato per la prima volta Kanjitomo in tutta la sua potenza, non solo come semplice vocabolario, e sono proprio soddisfatta di questo programmino. Sono stata contenta quelle volte che non sono dovuta ricorrere a Kanjitomo perché avevo riconosciuto immediatamente la pronuncia di alcuni ideogrammi, fondamentale per poterli digitare nel traduttore, ma ci sono stati anche dei momenti WTF perché sapevo il significato dell’ideogramma, ma il vocabolo mi veniva in coreano e non in giapponese. Mi sono piaciute anche le sfide di editing, un po’ più esigente rispetto a quello dei manga degli ultimi due anni visto che richiedeva di essere minimale e delicato, e spero traspaia l’impegno profuso per mantenere le pagine il più intatte possibile, oltre all’affetto per questo manga. Come al solito, trovate le raw in About > Raw.

È con un cuore colmo di amore che vi auguro Buon Natale.

La torta Magica principessa splendente

14 dicembre 2019, termina un’altra serie di Pretty Cure, Mahou Tsukai Pretty Cure!. Quella di oggi è la Dream Story, uno spillato allegato all’edizione speciale del secondo volume, per il quale ringrazio Areth91, che ci ha fornito molte raw preziose nel corso degli anni e continua a sostenerci: un grazie specialissimo. È il primo capitolo che vede appositamente presenti le Pretty Cure di tre serie diverse, in questo caso Go! Princess Pretty Cure, Mahou Tsukai Pretty Cure! e Kikakira Pretty Cure À La Mode, la serie immediatamente successiva. Per leggere quest’ultima dovrete però pazientare qualche mese perché ho intenzione di tradurne un bel pezzo prima di iniziare a pubblicarla.

Questo capitolo, con la pasticceria delle ragazze di Kirakira, mi ricorda sia Tokyo Mew Mew, sia la terza serie di Magica Doremì. Riallacciandomi al discorso che facevo qualche tempo fa chiudendo Corrector Yui ver. 2, tra gli anime interrotti causa vacanze estive ci fu proprio Magica Doremì. Il finale della prima stagione ce lo raccontò nostra cugina, per sommi capi perché non si ricordava molto. La quarta e ultima la iniziammo in ritardo perché non ci eravamo accorte della messa in onda. Per molti anni sono stata convinta che il finale di Mille magie Doremì e di tutta la saga non fosse andato in onda perché delle scene della sigla non erano comparse negli episodi. Poi ho imparato che le sigle giapponesi sono fatte di spezzoni realizzati apposta, ma questa teoria del complotto è rimasta radicata in me tenacemente per alcuni anni, sebbene molte volte fosse stata smentita: alla prima comunione mi fu regalato un registratore mangianastri con il quale io e mia sorella abbiamo registrato su cassetta, fino ai 20 anni, sigle e attacchi di vari anime. La prima registrazione fu la sigla di Magica Doremì, e su nastro (oltre a un intero episodio della seconda stagione e al finale della medesima) c’era anche il fantomatico finale di Mille magie Doremì. Quante lacrime ed emozioni… Ho chiaro il ricordo di quando finii Argai: avevo dieci anni ed ero tristissima perché le storie di quei personaggi si erano concluse. È una di quelle serie che devo riguardare, insieme alle quattro di Doremì e a Starla e le sette gemme del mistero. Magari anche Guru Guru – Il girotondo della magia. Scusate, sto divagando. Fine della digressione.

Chiudo qui questo lungo post, e ci vediamo al più presto. Buona lettura.