Mirai apprendista strega

StregheleggendarieBuon martedì, oggi secondo capitolo di Mahou Tsukai Pretty Cure!. Mirai arriva nel Mondo Magico per frequentare la scuola di magia e viene subito attrezzata con tutto l’occorrente, molto in stile Harry Potter (che brutto pensare che ci sono tanti ragazzini della nuova generazione, ma anche adulti, che non sanno che cosa sia). E ha subito un assaggio delle cose bizzarre che accadono in questo mondo un po’ diverso dal suo, cose che richiedono l’intervento delle Streghe Leggendarie: la storia prende piede con un po’ più di decisione. A risentirci!

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Miracolo #4

Inizio la mia ultima settimana di ferie con un nuovo capitolo di The Pale Horse che vegetava pronto sull’hard disc da un po’. Chissà perché non l’ho pubblicato prima… Aggiungo a quest’uscita il capitolo 22 di Scholar Who Walks the Night, scandalosamente corto, il quale verrà però seguito da capitoli succosi e intensi. Non vedo l’ora. Buona lettura.

Cure-Up Rapapa!

MiraiRikoMofurunBuon sabato a tutti, lettori e lettrici! A quanto pare c’è una nuova streghetta in città che si esercita la notte sopra ai tetti in piroette più o meno riuscite con la sua scopa, e non sto parlando, ovviamente, della Befana, la cui fama è più che millenaria, e neanche di Doremì, che molti di noi ricorderanno. È Riko, invece, una delle protagoniste della nuova serie di Pretty Cure Mahou Tsukai Pretty Cure! (be’, nuova mica tanto, è già di qualche anno fa) che inizia oggi su Mangaland. Nel primo capitolo, Mirai Asahina, una tredicenne che crede nell’esistenza delle streghe, viene “reclutata” come nuova studentessa della scuola di magia. Questo mi ricorda anche Harry Potter e sono curiosa di vedere quale strada prenderà quest’ambientazione e come s’integrerà nell’universo ben rodato di Pretty Cure: tenete le dita incrociate insieme a me. Buona lettura!

Abbiamo bisogno d’aiuto

Il post di oggi non c’entra niente con Mangaland. Per questo vi metto subito qui in cima i capitoli in uscita, così potete scaricarli e ignorare il resto. Ma mi piacerebbe se non lo faceste.

Da quattro anni a questa parte sono fan di un girl group coreano, le Berry Good (delle quali vi ho parlato già tre volte). È stato un periodo vissuto intensamente tra speranze e frustrazioni, perché le ragazze sono gestite malissimo dalla loro agenzia e non sono ancora riuscite a sfondare. Eppure, non si sa come, hanno resistito. Fino ad oggi. Ci avevano avvisato un anno fa e ce lo hanno ripetuto ieri, quando è uscito il loro primo album in studio Free Travel, che, se anche questa volta le cose non andranno bene, è finita. Verranno sciolte. Mentre lo dicevano, le nostre ragazze piangevano. Noi fan vogliamo, ovviamente, salvarle, ma non possiamo farcela da soli e abbiamo bisogno di un po’ d’aiuto per dimostrare alla compagnia che la situazione magari non sta andando bene come vorrebbe, ma sta migliorando.

Cosa si può fare? Diffondere la voce e far salire il numero di visualizzazioni della title track “Green Apple” su YouTube. Non siete obbligati a guardare e ascoltare, ma almeno riproducetela, anche se fosse per una volta sola, fino alla fine.

Se poi vi piacerà e vorrete essere generosi, l’album è una vera gemma (soprattutto “Mellow Mellow”, “Sorry Sister” e “Give It Away”) ed è disponibile su iTunes, Amazon Music e pure nello store della Mondadori! Se acquistate una copia fisica, la confezione che riceverete sarà di lusso perché hanno fatto le cose in grande: sei copertine diverse, cartoline, foto, un photobook di 68 pagine e una traccia aggiuntiva a caso scelta tra sei (dico, sei!) tracce nascoste.

Sono piccoli gesti, ma significano tanto. Grazie di cuore.

Nella Terra delle Sorgenti, riveduta e corretta

Nello scrivere il post di oggi provo sentimenti misti: sollievo per aver finalmente finito, soddisfazione per un lavoro fatto bene, imbarazzo per ciò che era prima. Sarà un anno che mi sono messa a lavorare da capo sul primo volume di Pretty Cure Splash Star, editandolo finalmente con decenza perché prima certe battute sugli sfondi facevano proprio pietà e schifo: così ho riallineato l’editing allo standard attuale, al quale il secondo volume della serie già si conformava abbastanza decentemente e che pertanto è rimasto intoccato.

L’imbarazzo arriva, ovviamente, da un’operazione collaterale ma necessaria: ho ri-tradotto tutto, scovando errori che sapevo di aver commesso nei discorsi triviali, ma anche altri più pesanti, mentre alcune battute erano corrette, ma non specifiche come in giapponese. Posso quindi presentarvi una versione riveduta e corretta del primo volume di Pretty Cure Splash Star; non penso sia scevra di errori perché per due-tre battute ho ancora qualche dubbio, ma di certo è meglio di prima. Alla fine del capitolo 7 trovate anche un messaggio di Futago Kamikita che ai tempi non avevo tradotto e sul quale mi sono consumata gli occhi tanto era scritto piccolo.

Con questo si concludono i miei interventi sporadici. Ormai è passato un anno da quando mi sono presa la pausa, il tempo di organizzarmi e tornerò con nuove serie e uscite regolari che facciano compagnia a quelle di chiyako. A risentirci!