AQUARIA

AquariaQuesta è la storia mia e di ARIA di Kozue Amano, del nostro primo incontro e di come alla fine il cerchio si sia chiuso. Per chi non conoscesse questo manga, una breve trama: è l’anno terrestre 2301 e da 150 anni Marte è stato terraformato e rinominato Aqua perché quasi tutti i suoi ghiacci si sono sciolti, lasciando solo poche isole nel vasto oceano di un pianeta del tutto simile alla Terra come clima e ambiente, eccezion fatta per la durata dell’anno, che è di 24 mesi. Tra i vari luoghi della Terra riprodotti su Aqua c’è Neo Venezia, la città sull’acqua gemella di quella terrestre ora sommersa, la cui figura più caratteristica è l’Undine, la gondoliera che fa da guida turistica. Alla compagnia di Undine Aria Company di Neo Venezia un giorno arriva la giovane Akari Mizunashi con il sogno di diventare una Prima, un’Undine professionista.

La decisione di comprare ARIA non derivò dalla trama, che, quando la Star Comics stampò il manga da ottobre 2006, non conoscevo, ma da tutt’altro. Cercate di capirmi: una ragazzina di 14 anni, cresciuta con La bambina della Sesta Luna e Magica Doremì, che, nei giochi con la sorella e la cugina, fingeva di essere Mina Aizawa di Mew Mew, residente del Regno delle Fate direttamente da Geronimo Stilton, fata dell’aria perché Hay Lin, detentrice del potere dell’aria, era la sua preferita in W.I.T.C.H. Comprenderete, quindi, che fu il titolo a colpirmi quando vidi il primo numero sullo scaffale dell’edicola dove ero andata a comprare tutt’altro. Notai solo quello e la copertina, non lo sfogliai, ma già al ritorno in macchina avevo deciso di prenderlo la prima volta che fossi uscita di nuovo. E così feci. Al numero 4 la serie lasciò le edicole per le fumetterie, ma questo io non lo sapevo e restai delusa. Quando circa un paio di mesi dopo scoprii che continuava, chiesi i due numeri usciti nel frattempo in edicola e anche in una fumetteria, ma non arrivarono mai. Li recuperai insieme al numero 7 qualche tempo dopo in una fumetteria di Milano, dove mia cugina acquistò il prequel AQUA, che io mi feci invece regalare per Natale. Il numero 8 lo trovai a Fumettopoli a novembre del 2008, un anno e mezzo dopo la sua uscita. Nell’estate del 2009, durante le vacanze, passai un giorno a Venezia e visitai uno dei luoghi particolari di ARIA più facilmente accessibile: la balaustra di San Marco, dove troneggia la testa protagonista di un capitolo del manga ambientato al tramonto e con un panorama della piazza davvero stupendo. Poi a settembre uscì la notizia che gli ultimi quattro numeri sarebbero stati pubblicati in due volumi dal mese successivo. Ero felicissima e, quando approdarono in fumetteria, li comprai e li lessi, gustandomi ogni pagina. Infine, recuperai anche l’anime, concludendo la mia avventura con la serie.

ARIA è stato con me per un tempo lunghissimo, a più riprese, e questa storia di “tira e molla” mi ha fatto percepire in modo diverso ogni blocco di volumi acquistato. È un manga che non mi ha mai deluso, che mi ha reso felice e mi ha fatto piangere. Vorrei dimenticarmelo appena finito di leggerlo, così ogni rilettura sarebbe come una prima volta, piena di fascino, incanto e magia.

E infine… all’inizio del mese ho scoperto che, per il decimo anniversario dell’anime, Kozue Amano aveva disegnato un nuovo capitolo extra, intitolato AQUARIA, in cui Alicia racconta di come la sua vita sia cambiata all’arrivo di Akari, la sua allieva, all’Aria Company. Un capitolo breve ma intenso che svela il motivo di questo post lungo e nostalgico, cioè condividerlo in italiano con tutti voi!

I vecchi amici che ritornano sono una cosa bellissima.