Nella Terra delle Sorgenti, riveduta e corretta

Nello scrivere il post di oggi provo sentimenti misti: sollievo per aver finalmente finito, soddisfazione per un lavoro fatto bene, imbarazzo per ciò che era prima. Sarà un anno che mi sono messa a lavorare da capo sul primo volume di Pretty Cure Splash Star, editandolo finalmente con decenza perché prima certe battute sugli sfondi facevano proprio pietà e schifo: così ho riallineato l’editing allo standard attuale, al quale il secondo volume della serie già si conformava abbastanza decentemente e che pertanto è rimasto intoccato.

L’imbarazzo arriva, ovviamente, da un’operazione collaterale ma necessaria: ho ri-tradotto tutto, scovando errori che sapevo di aver commesso nei discorsi triviali, ma anche altri più pesanti, mentre alcune battute erano corrette, ma non specifiche come in giapponese. Posso quindi presentarvi una versione riveduta e corretta del primo volume di Pretty Cure Splash Star; non penso sia scevra di errori perché per due-tre battute ho ancora qualche dubbio, ma di certo è meglio di prima. Alla fine del capitolo 7 trovate anche un messaggio di Futago Kamikita che ai tempi non avevo tradotto e sul quale mi sono consumata gli occhi tanto era scritto piccolo.

Con questo si concludono i miei interventi sporadici. Ormai è passato un anno da quando mi sono presa la pausa, il tempo di organizzarmi e tornerò con nuove serie e uscite regolari che facciano compagnia a quelle di chiyako. A risentirci!

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Amici per sempre

HinatalafeniceTre settimane fa ho scritto il messaggio di buon compleanno per il TFPA Subbing Team. Due settimane fa chiyako mi informa che probabilmente non avrebbe mandato fuori niente per il compleanno di Mangaland, e che quindi questo post commemorativo sarebbe toccato a me. “Ah”, penso. Bene, più o meno. Cosa scrivo? (Il papiro!)

Intanto, sono passati sette anni da quando abbiamo aperto. Tra alti e bassi della vita quotidiana, un po’ come il grafico globale delle nostre visite, tante serie si sono dipanate in questa terra dei manga, giungendo a una fine naturale o prematura (per fortuna queste ultime sono poche) e lasciando il posto a nuovi virgulti. Alcuni ci fanno ancora compagnia, altri no, ciao ciao, abbiamo finito anche quelli.
… Solo io ho l’impressione di star scrivendo un necrologio? Oggi mi va così, ma non sto per dirvi che Mangaland chiude. Tutt’altro.

Il nostro sito prende il nome da un gioco da tavolo inventatoci di sana pianta alle medie con nostra cugina, un’avvincente caccia al manga nelle fumetterie di otto isole disperse nell’oceano, con tanto di Mangabauli per conservare gli acquisti, Mangamonete, imprevisti, gadget in palio e pure vendibili, e corsa finale per l’autografo di un autore (qualcuno conosce il gioco da tavolo Harry Potter – Diagon Alley?).

Ho iniziato il mio viaggio in questi lidi con Pretty Cure, e ancora oggi vado avanti con questa grande saga, portandovi un altro tassello, ovverosia il secondo film di Pretty Cure Max Heart, che ho comprato a fine luglio. Per chi fosse interessato, le raw sono accessibili da About > Raw.

Sarò anche monotona, ma vi sfido a trovare tanta fedeltà da altre parti: qui lo dico e lo ribadisco, andrò avanti con il Pretty Cure Project finché ci sarà ancora qualcosa da tradurre, e posso dire che non smetterò presto, vista la longevità della serie e il proliferare degli e-book che rendono la diffusione e il reperimento delle raw molto più semplice rispetto agli anni passati. Per dire, ci sono Mahō tsukai Pretty Cure! e Kirakira ☆ Pretty Cure À La Mode già in attesa sull’harddisc, oltre ai primi capitoli di HUGtto! Pretty Cure.
Certo, ogni tanto qualcosa di nuovo l’ho infilato, con soddisfazione mia e dei lettori, e infilerò anche in futuro: quest’anno ci sarà un grande ritorno, spero gradito, che mi sono fatta regalare a Natale e deve ancora passare per lo scanner. Piano piano ci arrivo. Sto trovando un po’ difficile rimettermi in pista con Mangaland, ritornare a giostrarmi tra manga e sottotitoli per il TFPA, che si era preso un bel po’ di spazio negli ultimi mesi. Ma non sono da sola, e la nostra intenzione è sempre quella di andare avanti il più possibile, con gioia e passione, per tanti anni a venire, che poi farne una stima mi sa che è una causa persa. Per ora che finisco quelle poche serie che ho deciso di fare, Mangaland inizia a studiare le frazioni alle medie…

E chiyako? Al 30 ha trovato una storia breve (sei pagine) di Tokyo Mew Mew e ha deciso di fare questa per il compleanno, quindi buona lettura. In futuro, anche lei la vedo impegnata per portare avanti le serie in corso, finire ciò che era rimasto indietro, svuotarci megabyte occupati da serie ancora intonse che stanno facendo la muffa. Insomma, siamo sicure che questo sia il settimo compleanno e che non stiamo invece cominciando tutto oggi? A volte il tempo vola tanto che sembra di non essersi mossi affatto, di essere stati teletrasportati avanti. Tipo, per inciso, in realtà sto scrivendo questo post alle 19 del 23 aprile (salvo la parte di Mew Mew, ovviamente aggiunta in seguito). Come quello per il TFPA è venuto fuori il 14 febbraio, due mesi prima. Quando si parla di proiettarsi in avanti…

Tanti auguri, Mangaland, e grazie a tutti i nostri fedelissimi che l’hanno reso possibile e ai nuovi lettori che ci scoprono oggi! Grazie per sette.

 

Fortemente, gentilmente, magnificamente!

GoPri1-4Pensavo di riuscire a tornare per Natale, invece la pausa è durata più del previsto perché non sono riuscita a finire quello che stavo facendo (e ci sto ancora lavorando). E allora, anche se li volevo pubblicare dopo, eccomi qua con i primi quattro capitoli di Go! Princess Pretty Cure, gli unici che ho, e pertanto la serie va diretta in pausa. Qualcuno di certo dirà “Ancora Pretty Cure?!?!”. Ma perché no? È una saga ancora in corso e ci rimane tanto da fare in termini di manga, pur essendo già messi molto bene. Quando penso a Go! Princess Pretty Cure, più che il suo slogan (usato come titolo di questo articolo) mi viene da canticchiare un verso della sigla di Piccole Principesse Lil’Pri: “pura, nobile ed invincibile”, che comunque sono delle qualità che di certo una Princess Pretty Cure ha. Ho sentimenti misti verso Haruka, che è la classica iperentusiasta dal cuore d’oro che combina un sacco di guai per la smania di aiutare (e che avrebbe bisogno un paio di ceffoni ogni tanto), ma la serie è valida, e mi piace tradurre Miss Shamour, che parla per metà in inglese.

In termini di editing, forse perché era da tanto che non lo facevo, mi sono ritrovata a ricostruire braccia, che ultimamente ignoravo, tanto poi il buco bianco sarebbe stato coperto da una battuta. La mia intenzione, poi, era di pubblicare i capitoli anche in inglese, ma il proposito è presto sfumato, principalmente per pigrizia.

Con queste riflessioni, magari sconclusionate e un po’ fuori contesto, vi auguro buona lettura.

La festa delle stelle, la notte dei sogni

GoGominiposterÈ con la festa di Tanabata – che si festeggia proprio oggi – che si conclude l’avventura di Yes! Pretty Cure 5 GoGo!. Non c’è nient’altro da aggiungere alle vicende di Nozomi e compagnia: la matita delle gemelle Kamikita per loro è ferma, ma continua a regalarci nuove emozionanti serie di Pretty Cure. Dopo questo capitolo dedicato a Syrup e Madoka, come avevo già annunciato da qualche tempo, mi prendo una vacanza da Mangaland: starò lontana da questi lidi per un po’ di tempo, ma ciò non esclude che, dietro le quinte, non continuerò a lavorare per il sito, anche se la mia attenzione sarà principalmente puntata sul TFPA Subbing Team. Nel frattempo, potrebbe capitare che faccia una qualche incursione se mi trovassi con qualcosa da dirvi (o lascerò detto alla mia collega di informarvi), ma ne passerà di acqua sotto i ponti prima che arrivi una nuova serie da parte mia. Dunque vi lascio alle dolci mani di Chiyako, buona festa delle stelle e buone vacanze estive (sì, sono ancora in modalità anno scolastico, pur dopo tutti questi anni). Arrivederci!

Le iniziative di Nozomi

PoveroSyrupBuona domenica, come state? Se il caldo non vi ha steso, direi bene; io sono un po’ nella via di mezzo, sono particolarmente insofferente la sera dopo le 20. A non perdere mai la sua verve è invece Nozomi, che prima fa correre Syrup di qua e di là per un messaggio “urgente”, poi è lei stessa ad andare da un capo all’altro di Tokyo per sostenere le sue amiche – tutto nello stesso giorno. Per forza, poi, non ha le energie per fare i compiti… Questo è quanto succede nei capitoli 2.5 e 4.5 di Yes! Pretty Cure 5 GoGo!. Passiamo oltre.

Questa settimana ho guardato la prima metà di Glitter Force più i tre episodi di questa parte che sono stati tagliati del tutto. Premetto che non ho visto nessuna delle serie di Pretty Cure in lingua originale, quindi per me è tutto inedito. In merito ad adattamento e doppiaggio italiani, avrei giusto cambiato la voce di Nao e prestato maggiore cura nella traduzione degli attacchi, che cambiano un po’ troppo da episodio a episodio. La voce di Miyuki è a volte fastidiosamente acuta, ma passabile, mentre Candy, come già avevo visto nel manga, è insopportabile. I cattivi, invece, mi piacciono molto; difetto generale è che, soprattutto all’inizio, la serie è Miyuki-centrica e un po’ pirla.

La transizione da Smile Pretty Cure! a Glitter Force, invece, è oscena. Posso anche sopportare i nomi in inglese e il “siamo dei supereroi“, sorvolare su “è l’ora del Glitter” e “glitterastico”, mandare avanti veloce le trasformazioni con le frasi cretine che ci hanno aggiunto in mezzo, ma la rimozione della cultura giapponese è imperdonabile. Kyoto e Osaka sono diventate un’Expo a tema asiatico, e i loro monumenti delle fedeli riproduzioni di una cosa a caso giapponese (neanche dell’opera originale!); l’albero addobbato a Tanabata è una trovata della famiglia di Reika, ma guarda caso, messo piede fuori di casa, hanno avuto tutti la stessa idea. E la metà delle volte ho l’impressione che le battute siano state inventate. Che vergogna.