Smile ‘til the end

SmilePrecureCollection.jpgCon un giorno di anticipo rispetto a quanto avessi programmato all’inizio, metto la parola “fine” al libro delle fiabe di Smile Pretty Cure!. Per chi la voleva, spiacente, non c’è battaglia finale, e a questo proposito sono felice che almeno sia stato realizzato un nuovo capitolo extra di quattro pagine per la Pretty Cure Collection, che almeno fa da tappabuchi e rende un po’ meno squallida questa situazione. Non c’è niente di peggio di finire una serie con le protagoniste che ti dicono “sì, ce la faremo, vinceremo” e il cattivone che sghignazza sotto i baffi, e sapere che non si leggerà la resa dei conti non perché le scan dell’ultimo capitolo non siano disponibili, ma perché non è stato proprio disegnato. Come bonus, una storiella a colori che ricalca molto il primo capitolo, sempre disegnata da Futago Kamikita e che ho tradotto ed editato solo per questo.

Ora ho alte aspettative per Dokidoki! Pretty Cure. Spero non siano deluse.

Non la solita Cenerentola

CureHappyRintocchino le campane a festa, suonino le fanfare, squillino le trombe! Oggi vi porto il mio capitolo preferito di Smile Pretty Cure!, il numero 11, dedicato a Cenerentola. Non voglio dirvi nulla, quindi, per occupare questo spazio, ho deciso di raccontarvi la storia di Cenerentola secondo i fratelli Grimm: dopo la morte della moglie, il padre di Cenerentola si risposa, ma le due sorellastre trattano male la ragazza, costringendola a fare i lavori di casa, mentre il padre di lei è in viaggio. Da uno di questi viaggi, l’uomo porta a casa alla figlia un ramo di nocciolo, che Cenerentola pianta sulla tomba della madre e dal quale si sviluppa un bell’albero.

Quando il re annuncia una festa della durata di tre giorni per trovare moglie al figlio, Cenerentola chiede alla matrigna di poter partecipare, ma la donna le dice che prima deve raccogliere in due ore il piatto di lenticchie che ha gettato nella cenere; la ragazza ce la fa grazie all’aiuto degli uccellini, e allora la matrigna le dà un’ora per due piatti, ma Cenerentola ci riesce lo stesso: tuttavia, la matrigna le nega di andare al ballo. Cenerentola corre dunque al nocciolo a chiedere aiuto e gli uccelli dai rami le buttano un vestito.

Andata al ballo, la ragazza attira l’attenzione del principe, ma, quando lui le chiede dove abiti, lei scappa e torna a casa senza farsi scoprire. Nelle due sere successive, la ragazza riceve un abito sempre più bello e scappa ancora via dal principe, ma all’ultima sera una delle sue scarpette d’oro rimane incollata alla scalinata perché il principe l’ha cosparsa preventivamente di pece. Il principe passa in tutte le case a far provare la scarpetta alle ragazze, finché non arriva da Cenerentola: le due sorellastre provano a calzare la scarpa tagliandosi una un dito, l’altra un pezzo del tallone, ma gli uccellini fanno notare al principe l’inganno delle due ragazze. Quando poi la scarpetta calza al piede di Cenerentola, i due si sposano e al matrimonio gli uccelli cavano entrambi gli occhi alle sorellastre. Che bel finale.

Noi, 2011-2016

Ichigo e AoiCi siamo, lettori, il 4 maggio è tornato, perciò: compleanno! Siamo arrivate a cinque, che in sé è un numero piccolo, ma come anni sono proprio tanti. Sembra trascorso un secolo. Eppure, da mesi sia io che Hyeri sentiamo che Mangaland si sta avviando verso il tramonto. Diciamo che ci diamo altri 700 giorni. Comunque la chiusura, quando arriverà, non sarà improvvisa, e prima dobbiamo concludere tutti i progetti aperti. In seguito, ci troverete sul sito del TFPA Subbing Team, dove, se volete, potete iniziare a seguirci sin da adesso.

Ma bando alla depressione! Abbiamo un compleanno da festeggiare con i nostri manga, che sono fantastici solo perché li facciamo noi, anche se per storia magari non brillano.

Cominciamo con qualcosa di leggero aggiungendo due tasselli al Pretty Cure Project. Nel capitolo 10 di Smile Pretty Cure! Miyuki è malata e le altre trovano finalmente un po’ di spazio per primeggiare: Nao si dimostra un’ottima leader alternativa. Nel capitolo 6 di Pretty Cure Max Heart, invece, Hikari, fulcro di tutta la serie, è alle prese con la scelta del club scolastico (mi pare che le serie più vecchie fossero meglio scritte e più simpatiche).

Seguono le serie più “strong”: The Pale Horse (ormai titolo storico che non necessita presentazioni) e la nuova arrivata Mouryou Kiden con il terzo e il quarto capitolo, nei quali appaiono nuovi personaggi. Intanto mi sono spiegata come mai avessi la sensazione che i capitoli terminassero improvvisamente: in realtà in originale ogni episodio è lunghissimo, perciò nella scanlation inglese è stato diviso in più tronconi :D.

Concludiamo con un po’ di commedia. Aikatsu! Colorwide Comics ha stavolta per protagonista Yurika, che con il suo personaggio di finta vampira garantisce risate sotto i baffi. Tsuiteru-ne, Hijiri-chan giunge alla conclusione con un capitolo speciale sugli esorcismi, ma in realtà la serie non sarebbe proprio completa: esiste infatti un ulteriore capitolo extra pubblicato nell’aprile 1998 su Nakayoshi Haruyasumiland e, ahinoi, irreperibile.

Buona lettura e grazie di essere stati con noi per quest’anno. Speriamo di rivedervi tutti nel prossimo. ❤

Il potere del Royal Clock

GirlspowerQuasi mi dimenticavo di far uscire il nuovo capitolo di Smile Pretty Cure! oggi, ma ho la testa da un’altra parte, tante cose da fare non legate ai manga e che davvero mi emozionano. Alla fine del capitolo 8 avevamo lasciato le Pretty Cure a dover ricominciare la raccolta dei Cure Decor e le ritroviamo che hanno già una nuova infornata pronta: quando si parla di velocità… Ma, invece di una Regina, arriva un orologio, che scusate-ma-non-è-la-stessa-cosa, come fa notare la sempre salace Akane. Poi c’è Joker, un lunapark, un lavaggio del cervello e una mega fenice. Insomma, tutto nella norma.

Gita a Märchenland

RoyalQueenLe Pretty Cure hanno liberato Candy dal Regno Bad End e ottenuto un nuovo potere. Bene benissimo. Ora è il momento di far rivivere Royal Queen, ed è così che le nostre eroine si ritrovano a fare un tour guidato per Märchenland e incontrano i personaggi di alcune fiabe, e non sono le solite, anzi. Poi c’è Miyuki con le sue frasi su lieto fine, scintillio, felicità e collaborazione. Finita la lettura, Chiyako mi fa «Mah, non ho visto l’anime, ma dal manga Smile Pretty Cure! mi sembra una serie un po’ stupida». Non si pretende chissà cosa da una decina di pagine pubblicate su un giornale per ragazzine, ma in effetti è vero che il franchise abbia perso mordente e originalità, e confesso che da qualche anno spero – invano – che dicano basta. Dopotutto, sono quattro serie che cambia la guardia, cambiano i nemici, ma la missione è sempre quella: impedire che alla gente venga sottratta la felicità, e nel manga si nota proprio, dato il poco spazio che ha a disposizione. L’importante, però, è che non mi stufi io tanto da abbandonare la traduzione. Al momento non è così, quindi, forza e coraggio, andiamo avanti.